10059Fading Away
scritto da Zorg Lunedì, 9 Aprile 2007
III
III
“John…”
“Ehi…”
A volte un sorriso, dopo anni, è come un raggio di sole la mattina, che non si limita a entrarti nel petto, ma ti trapassa, s’infrange, rifrange, si riflette nell’anima e ti scalda.
A volte un sorriso, dopo anni, è come un abbraccio.
Sostienimi, Dana…
Già che sorridi, perché non abbracci?
Perché ti piace non comprometterti con un tocco di tatti diversi… il tuo e il suo.
E anche se sai che vorrebbe soltanto affondare il suo volto tra i tuoi capelli, lui no, tu no, sorridi soltanto.
Sorridigli, Dana…
Almeno quello, dopo anni, puoi farlo, puoi permettertelo.
Il treno riparte in un fracasso ritmato e poi silenzio.
Il binario è vuoto e tu e lui e in mezzo un sorriso.
Già che sorridi, perché non abbracci?
Vuoi lasciare qualcosa tra voi, un vuoto, il tempo?
Ma è spazio, Dana…
Non ha senso.
Eppure un minuto fa quel binario non era vuoto.
E un minuto prima ancora era vuoto.
E ora eccolo qua, John, di fronte a te, e tu che sorridi…
Non sai cosa dire e passa un altro minuto, così…
Aspettando il sole che sorge, si riflette sui binari, ti abbaglia e ti scalda.
Ma per John oggi è sorto un minuto prima.
E tu lo sai.

“Attimi irripetibili
tutto finisce lo so
ma non voglio partire, no
ancora no…”


(1 giudizi, media: 5 su 5)