My Interpretation

I don’t need an alibi or for you to realize,
The things we left unsaid,
Are only taking space up in our head.
Make it my fault, win the game
Point the finger, place the blame
It does me up and down,
It doesn’t matter now.

‘Cause I don’t care if I ever talk to you again.
This is not about emotion,
I don’t need a reason not to care what you say,
Or what happened in the end.
This is my interpretation,
And it don’t, don’t make sense.

Hug

I

I

Il treno si fermò.
Era arrivato, finalmente.
Tutta quella folla che, impaziente, aspettava il fischio di quell’ultimo treno.
Tutta quella gente che, annoiata, stava lì, sul proprio vagone a pensare, o a parlare con degli sconosciuti.
Era stato un lungo viaggio, durato più di un giorno.

John scese dal vagone trascinandosi il proprio bagaglio con le sue ultime forze rimaste.
Una volta a terra, treno alle spalle, appariva letteralmente distrutto, stando in piedi solo per non fare la fatica di sdraiarsi.
Gli mancavano le forze.
Ma di queste non aveva bisogno per salutare Dana.
Anzi, quando la vide la stanchezza del suo volto fu celata da un’espressione di immensa felicità.
E, come in una sorta di qualche strano meccanismo teatrale, ciò che comunicava il suo viso si trasmise a tutto il resto del corpo, ridandogli l’energia perduta, cancellando tutta la sua fatica, il suo strenuo.
Era come dire: “Si ricomincia di nuovo!???
E invece disse: “Ciao, Dana!???.

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