10055Buona Notte
scritto da Zorg Giovedì, 22 Marzo 2007
Ti lascio un sorriso
qualcosa nel cuore
sulle labbra, sul tuo viso
che non sia dolore
un sogno sereno
che possa riempire
il giorno a venire
d’un arcobaleno.
II
II
Era mezzanotte.
Dan se ne stava seduto solo sulla ringhiera a fianco della fermata.
Le auto sfrecciavano nel freddo viale illuminato dai lampioni e dai fari, frecce di luce nella notte che saettavano sotto gli occhi di Dan.
Il peso di un’altra inutile giornata gravava sulla sua veglia e i suoi occhi nascondevano la stanchezza dietro uno sguardo animoso e carico d’odio.
Non riusciva bene a capire verso chi provava quell’odio; forse contro chi si prendeva la sua anima, forse verso quella sua anima, o forse verso sè stesso.
Ci stava ancora pensando quando l’autobus arrivò.
Dan abbandonò il freddo metallo della ringhiera con un salto, facendo gonfiare d’aria il suo cappotto come un mantello.
Le porte del mezzo si aprirono e il ragazzo salì a bordo.
Un barbone, un marocchino e gli ultimi ritardatari.
I soliti stereotipi.
E qui cominciava la seconda fase della solitudine di Dan.
La lunatica abitudine di voler far parte di quel mondo stanco e addormentato, che non aveva bisogno di parlare semplicemente perché non voleva farlo.
Era una solitudine diversa, perché lì, Dan, si sentiva anche lui parte di quel mondo, uno stereotipo.
E ciò lo tranquillizzava, perché si sentiva più normale o, per lo meno, nella media.
Ma che stereotipo?
Il barbone, il marocchino…
No. Il solito ritardatario.
Ma senza fretta.
Anzi.
Ti lascio un sorriso

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